Piccoli consigli per una scelta consapevole

Scegliere con consapevolezza non sempre è facile, ci sarebbe tanto da dire, ci si potrebbe scrivere un libro perché le riflessioni da fare sono davvero tante. Fare una scelta consapevole quando si pensa di adottare un cane non è mai una questione banale, occorre farsi le domande giuste, che quasi sempre riguardano più chi siamo noi piuttosto che come sarà il cane che adotteremo.. Insomma è un passo da affrontare con le dovute cautele e consapevolezze, proviamo ad iniziare a porci qualche domanda..

Qualche tempo fa un’amica, da sempre innamorata di una nota razza di cani, mi ha confidato che sta seriamente pensando di fare il grande passo e soddisfare questo suo desiderio. Pur condividendo la sua gioia, sono rimasta un po’ dispiaciuta per quella che mi è parsa una conoscenza un po’ superficiale di quel tipo di cani, basata più su luoghi comuni e immagini stereotipate passate dai media.

Non mi soffermerò a sottolineare quante opportunità possano offrire i canili e i rifugi che con tanta passione si danno da fare per trovare la giusta famiglia a cani precedentemente adottati e poi abbandonati, ma posso capire la voglia di scegliere un cane appartenente a una specifica razza con caratteristiche che si sentono affini…

E qui si apre il primo grande quesito: “Come faccio a scegliere la razza ‘giusta’? “

Mi affido:

• all’ ESTETICA: l’aspetto esteriore è sicuramente, quantomeno nella nostra società, un aspetto con una certa rilevanza, inoltre si può pensare che alcune caratteristiche estetiche possono adattarsi meglio di altre alle nostre esigenze. Taglia: piccola media o grande? Pelo: corto o lungo? Ma ancora di più i canoni estetici risuonano su altri aspetti, deve essere possente fisicamente, deve ispirare tenerezza e coccole, deve ricordarmi l’atavico fascino del lupo, ecc ecc D’altro canto però un cane non è solo il suo aspetto: vive di emozioni, ha dei desideri e delle necessità che scaturiscono dai sui bisogni, è guidato da motivazioni, ha delle attitudini che se soddisfatte lo gratificano, ma se disattese possono portare all’insorgere di malessere e frustrazione, si crea delle aspettative, insomma ha una sua personalità. E se alla fine è tanto bello ma non ci comprendiamo?

• alla MODA: se ce l’hanno in tanti sarà sicuramente un buon cane, oppure se fa quelle cose straordinarie in un film voglio averlo anche nella mia vita, ecc ecc Innanzi tutto bisognerebbe capire cosa si intende per ‘buon cane’ etichetta fin troppo generica e generalista che si rifà ad un’idea non meglio definita di cane sempre adeguato e che non tiene conto della reciprocità di una relazione che ad ogni ‘buon cane’ contrappone un ‘buon proprietario’ e anche su questo punto ci sarebbe da dettagliare parecchio… Dobbiamo poi tenere presente che le mode nascono spesso dall’immagine di questi animali che, nell’immaginario comune, scaturisce da film o storie di successo, ma che poi non corrisponde MAI alla realtà. Tutto questo porta, a fronte di un aumento vertiginoso della richiesta, ad un conseguente aumento di esemplari di quella razza come ospiti di canili e rifugi perché la realtà non corrisponde all’ideale che ci si era fatti di quel cane e della vita con lui.

Diciamo che l’indagine finora è stata poco produttiva, moda ed estetica magari non sono gli aspetti da considerare come prioritari.

Allora potrei cambiare prospettiva e partire da me, dalle mie caratteristiche e dal mio stile di vita:

• com’è composto il mio nucleo familiare (sono solo, siamo tutti grandi, ho bambini, di che età, ho altri animali…)

• quanto tempo ho a disposizione (lavoro tutto il giorno fuori casa, posso portarlo con me e organizzare il mio tempo per dedicare qualcosa anche a lui, lavoro part time, lo lascio a casa ma c’è qualcuno con cui può stare e che può portarlo fuori quando sono al lavoro…)

• in che contesto abito (in un piccolo paese o in una grande città , in centro città, in periferia in una zona residenziale, in campagna…. )

• cosa mi piace fare (sono un camminatore seriale o adoro sprofondare nel divano e godermi la visione di un buon film, mi piace provare attività nuove che mi stimolano nella mente e nel corpo o sono più un tipo riflessivo e abitudinario, amo le vacanze che prevedono viaggi in paesi lontani o sono un amante del campeggio e delle vacanze in montagna, e cosi via cercando di essere onesti e obiettivi)

Forse siamo sulla strada giusta poiché queste informazioni mi permettono di scegliere il mio futuro compagno canino, sulla base di caratteristiche fisiche più adeguate e considerando le motivazioni maggiormente espresse in una particolare razza.

Ad esempio se appartenete alla schiera dei camminatori seriali, cani come il bulldog inglese o il carlino, che hanno problemi di respirazione dovuti all’eccessivo accorciamento della canna nasale e fisicamente non rispecchiano esattamente i canoni del maratoneta, potete pensare di escluderli, d’altro canto potranno essere dei fantastici compagni di sonore russate sul divano..

Se avete un’intensa vita sociale, vi piace organizzare feste a casa e accogliere schiere di amici potreste pensare di evitare molossi e guardiani che per caratteristiche di razza sono solitamente possessivi, territoriali e/o protettivi. Nel momento della scelta è importante sapere che ogni razza presenta tutte le motivazioni presenti nella specie cane, ma durante il processo di selezione ne sono state incentivate alcune a scapito di altre in base al compito che quei cani avrebbero dovuto svolgere. Oltre a tutto questo è importante tenere a mente che il cane che portiamo a casa è un individuo unico e quindi declina il patrimonio genetico tipico della sua razza in base alle esperienze che vive, allo stato emotivo in cui si trova ad affrontarle, al percorso di crescita, al contesto, alle convinzioni che ha strutturato e alle relazioni che ha stretto.

Quindi come faccio a sapere cosa aspettarmi? Beh in realtà non possiamo saperlo quando adottiamo un cucciolo. E in effetti un cucciolo non sempre è garanzia di successo. Inutile provare a negare che siano meravigliosi e tanto invitanti, ma poi crescono e vanno aiutati a diventare individui adulti, ad inserirsi nella società umana, ad essere sereni e soddisfatti e bisogna essere disposti anche a trovare dei compromessi, poiché non sono dei robot e non possono, per fortuna, essere programmati a nostro piacimento. Anzi uno degli aspetti più preziosi della relazione con loro è proprio che possono insegnarci ad accogliere l’altro per le sue diversità.

Ma non sempre ci sono le condizioni adatte, sopratutto se non ci si è posti le domande giuste per operare una scelta.

In conclusione vi lascio la domanda principe da porsi quando si inizia a pensare di adottare un cane:

• quale motivazione mi sta spingendo a prendere un cane (deve sopperire ad una mancanza o ad un bisogno, o deve soddisfare un’aspettativa performativa, estetica o di status o magari deve sostituire qualcosa o qualcuno o ancora deve corrispondere ad un ideale fiabesco di vita con il cane) … dobbiamo essere onesti nel fare questa valutazione perché se tra le varie motivazioni non c’è, in cima alla lista, la voglia di conoscere qualcuno e avere un nuovo amico con cui condividere la vita forse dovremmo riflettere ancora un po’.

Adottare un cane è un’esperienza che io auguro a chiunque: sono anime preziose disposte a dedicarsi alla relazione con noi con tutto il loro essere, ma dobbiamo essere disposti a comprenderli. Per poterli comprendere il primo passo dev’essere mettere consapevolezza nella scelta che facciamo, consapevolezza che ci vorrà impegno, consapevolezza che possiamo farci aiutare da qualcuno di esperto a fare la scelta migliore, consapevolezza che non si può far corrispondere un individuo ad un ideale, consapevolezza che un cane ha una personalità, dei desideri e delle aspettative oltre che delle necessità, consapevolezza che non sempre sarà facile ma sicuramente ne varrà la pena.

Cecilia
Cecilia
Educatore cinofilo

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