Il cucciolo “perfetto”

Non si prende un cane perché corrisponda ad un ideale che abbiamo in mente, non si prende un cane perché ci aiuti, perché ci faccia felice, perché è bello, perché vincerà le competizioni, perché si è soli, si prende un cane perché ci smuove qualcosa dentro, qualcosa di non semplice da definire, ma principalmente credo si debba prendere un cane perché si desidera un amico con cui condividere un tratto di vita.

Qualche mese fa mi sono trovata a fare una chiacchierata con alcuni futuri proprietari di cuccioli, in una bella casa, che è anche un allevamento e dove i cuccioli sono individui, accuditi, conosciuti, cresciuti e seguiti in ogni istante, dalla nascita all’adozione e dove non si fa il conto del tempo e delle energie che si dedicano a loro, anzi, con competenza ed attenzione si strutturano al meglio le giornate e le esperienze che questi cuccioli faranno prima di andare nelle loro nuove famiglie. Consapevole del buon lavoro fatto in allevamento e davanti a quelle facce felici e trepidanti in attesa di iniziare la loro nuova vita insieme ad un morbido cucciolo mi sono ritrovata a pensare

“come trasmetto in poche parole l’importanza del ruolo che avranno nel crescere questi cuccioli? come faccio a fargli capire che devono conoscere il loro cucciolo in quanto cane?”

Portare a casa un cucciolo è un po’ un salto nel vuoto, chi sarà quell’individuo da adulto dipende da te ma non solo da te, l’ansia ti assale insieme alle aspettative  “e se poi non corrisponde a quello che avevo in mente?”

Beh l’inghippo sta proprio qui, non si prende un cane perché corrisponda ad un ideale che abbiamo in mente, non si prende un cane perché ci aiuti, perché ci faccia felice, perché è bello, perché vincerà le competizioni, perché si è soli, si prende un cane perché ci smuove qualcosa dentro, qualcosa di non semplice da definire, ma principalmente credo si debba prendere un cane perché si desidera un amico con cui condividere un tratto di vita. E un amico lo si conosce (bene), lo si rispetta (per quello che è), lo si ama (anche per i suoi difetti), lo si accetta (per quello che ha di simile a noi ma soprattutto per quello che ha di diverso da noi). 

E allora mi chiedo… come si fa a prendere un cane e tenerlo sempre e solo al guinzaglio? vorremmo davvero un amico che sta con noi perché non ha altra scelta?

Come si fa a portarlo al ristorante, all’aperitivo, al bar, alle sagre di paese, alle fiere, alle conferenze, alle passeggiate in centro, in banca, in farmacia, al centro commerciale, all’ikea, in quei pessimi surrogati di libertà e socialità che sono le aree di sgambatura e non portarlo mai al mare a correre sulla sabbia e tuffarsi tra le onde, in un bosco ad annusare il muschio umido e le tracce di selvatico, al fiume, in montagna, in campagna, perché non accettiamo che possa essere cane e vivere almeno un po’ ambienti da cane? Che poi, se ci pensiamo bene,  sono anche gli ambienti dove stiamo meglio noi.. 

Condividiamo la nostra vita con i cani da migliaia di anni e forse dobbiamo iniziare a pensare che oggi la nostra vita, il nostro modo di vivere e di pensare il mondo non è più a misura di cane… e se non è più a misura di cane è un bene? o forse dobbiamo renderci conto che non solo non è più a misura di cane ma non è più neanche a misura d’uomo….

cucciolo che dorme

Quante cose da dire a questi ignari futuri nuovi proprietari!Queste e tante altre e così, alla fine, li ho lasciati con un promemoria scritto:

Caro futuro proprietario, 

spesso capita di fissarsi troppo sull’educazione, anzi, sull’addestramento, si pensa solo ad avere un cane ubbidiente e a modo, un cane perfetto, ma cosa vuol dire perfetto? Imparare a stare al mondo è la cosa più importante ed è ciò su cui ti devi concentrare, non è importante l’obbedienza, non è un soldato, è un cucciolo e sarà un fantastico compagno di vita, tra non molto, ma, ricordati, appartiene ad un’altra specie, con caratteristiche forti, importanti, ben diverse dalle tue.  

Il consiglio che ti do, dal cuore, è questo: leggi, studia, informati, segui corsi, impara a conoscere davvero il tuo cane, anche dal punto di vista scientifico, come specie, con tutte le sue peculiarità. L’amore da solo non basta e non mette al riparo da errori ed incomprensioni che possono, alla lunga, generare problemi, anche gravi. Cerca di capire cosa vuole, cosa gli serve, cosa è importante per lui e trova dei compromessi, un punto d’incontro tra quello che sei tu e quello che è lui, non avrai sempre ragione, sappilo, non saprai sempre qual è la cosa giusta da fare, non scegliere per lui pensando stupidamente di essere più intelligente e, fidati, anche lui ha qualcosa da insegnarti e molto spesso è qualcosa di straordinario, dovrai solo avere la mente e il cuore abbastanza aperti da vederlo e capirlo. 

Accompagna il tuo cucciolo a conoscere il mondo, aiutalo ad affrontare situazioni sempre diverse, poco alla volta, in modo che riesca a gestirle ed impari che può farcela. Sii la sua base sicura, la sua guida e il suo angelo custode, finché non sarà adulto. Puoi fare tantissimo per aiutarlo a crescere ma sopratutto puoi dargli libertà, libertà di scegliere, libertà di sbagliare, libertà di provare, sperimentare ed imparare. 

Accetta che i cuccioli sono cuccioli, che cercano un punto di riferimento che sia un genitore non un generale, e sappi che i cani maturano, diventano adulti, sviluppano pensieri propri, si assumono responsabilità, hanno idee, convinzioni, aspettative, ragionano e si comportano da adulti e, quasi mai sono perfetti ma, d’altra parte, chi lo è? Sono però straordinariamente autentici e quando, quasi all’improvviso, quella pagnottella di pelo si sarà trasformata in un cane adulto, avrai accanto a te un compagno con cui condividere una straordinaria quotidianità ma anche mille avventure e saranno le più straordinarie della tua vita. 

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Alessia
Educatore Cinofilo

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